Storia di San Marino

Nel corso dei secoli, memori delle ultime parole del Santo, i sammarinesi dimostrarono una sorta di avversione ad ogni politica d’espansione, che avrebbe potuto compromettere la loro libertà. Svilupparono invece un’avveduta politica d’alleanza, che li portò, a seguito della guerra vinta nel 1463 insieme al Papa ed ai Duchi del Montefeltro per difendersi dalla potente famiglia dei Malatesta di Rimini, all’assetto territoriale di 61 Kmq, mai più variato.

La Repubblica ebbe importanti riconoscimenti dai grandi: Napoleone Bonaparte nel 1797 riconobbe la sua sovranità e nel 1815 il Congresso di Vienna, riconosciuta la sua indipendenza, la incluse nel novero degli Stati europei.

Una definizione molto cara ai Sammarinesi è quella data dal Presidente Abram Lincoln quando gli venne offerta la cittadinanza onoraria. In una lettera del 7 maggio 1861 scrisse ai Capitani Reggenti: “Benché il Vostro dominio sia piccolo nondimeno il Vostro Stato è uno dei più onorati di tutta la storia”.

Generosa e solidale, più volte le porte della minuscola Repubblica furono aperte a quanti, in tormentati momenti della vicenda italiana, qui vennero a cercare rifugio e protezione. Uno dei più illustri personaggi che qui trovò conforto fu Giuseppe Garibaldi che, il 31 luglio 1849, inseguito dagli Austriaci e allo stremo delle forze, si fermò per nemmeno ventiquattro ore rispettando il territorio e facendo deporre le armi alle sue truppe.

Nel 1943 San Marino fu di nuovo terra di salvezza. Ospitò, curò e rifocillò circa 100.000 profughi della seconda Guerra Mondiale , numero pari a 8 volte la popolazione di allora.